Modern Belgian Blonde – Assaggio

Arrivo in ritardo e con una foto che è quella che è.

Com’è andato a finire il mio primo esperimento con il lievito De Dolle? Molto bene direi.

Anche io ho una scimmia ammaestrata come i migliori birrai professionisti e trovandomi all’estero ho delegato il monitoraggio della fermentazione, che è andata parecchio a rilento dopo una iniziale fase gagliarda. Ho fatto mettere al freddo dopo due settimane, non mi pare un periodo breve per la fermentazione ma avendo poi osservato una attenuazione lievemente sotto le attese probabilmente non era ancora totalmente terminata. Saggiamente ho tenuto la dose di destrosio per la carbonazione un poco bassa prevedendo la possibilità di un ulteriore lavoro in bottiglia e infatti un punticino di OG il lievito se l’è mangiato. L’attenuazione complessiva è quindi stata buona, non mostruosa come mi aspettavo ma indubbiamente soddisfacente.

Com’è questa Belgian Blonde quindi. Un’ottima birra. La schiuma, le cui grosse bolle sulla superficie laterale del vetro non rendono giustizia alla reale fattura, non è trionfale ma comunque adeguata, di buona finezza ma di persistenza un po’ corta. È un problema che mi assilla da qualche tempo quello della scarsa tenuta e che conto di risolvere modificando un po’ il pH del mash. Durante la fermentazione il lievito produce qualche nota sulfurea che però a maturazione ultimata non è più rilevabile, lasciando un’ottima pulizia. Il lievito mostra un peculiare carattere da Belgian Blonde, ma più opulento del WLP530 e direi riconoscibile nel marchio di fabbrica “De Dolle”. Assieme a una banana comunque ben integrata e un leggero fenolico emerge un ventaglio di sentori piuttosto ampio che va dalla pera alla pesca al cesto di frutta tropicale all’uva spina. Ovviamente è difficile separare il lavoro del lievito da quello del luppolo e sono certo che il Citra in particolare, sebbene usato in quantità limitata, abbia detto la sua. Il carattere del lievito è in ogni caso dominante, sebbene l’utilizzo di luppolo in aroma non sia stato proprio parco e si faccia sentire. Una caratteristica peculiare di questo ceppo è quella di flocculare davvero molto lentamente: alla fine deposita interamente e la birra esce molto pulita, ma ci mette una vita. Dopo una settimana di freddo la birra era ancora piuttosto torbida e solo il riposo di qualche settimana in bottiglia l’ha resa limpida. Sul fondo è ovviamente depositata l’annessa fondazza che mi pare meglio non versare per via della polverosità, sebbene al palato il lievito non sia affatto spiacevole.

Sul fronte luppoli l’Azacca, l’azionista di maggioranza in questa ricetta, non mi ha particolarmente impressionato. Anche qui, difficile distinguere in maniera conclusiva il suo apporto vista la ricetta, ma come dire, è proprio il suo apporto che mi è parso emergere in maniera timida rispetto ai due protagonisti precedenti. Probabilmente una parte della nota tropicale, di kiwi, e quella di uva spina deriva da lui, ma il risultato mi è parso un po’ timido e non di particolare carattere. Si perde un po’ nella marea di altri luppoli pacifici o tedeschi di nuova generazione usciti sul mercato, senza peraltro svettare in espressività, precisione olfattiva o carattere. Ho assaggiato recentemente anche una birra commerciale 100% Azacca trovandolo anche qua poco emozionante.

In bocca è un poco voluminosa per l’attenuazione finale, segno che il lievito produce una buona quantità di glicerolo che arrotonda le sensazioni boccali. L’amaro è ben bilanciato, forse un pelo oltre quello previsto dai miei piani, ma è una fortuna visto che la birra, pur attenuata, non ha una sensazione di secchezza particolarmente spinta.

Birra ben riuscita senza dubbio anche se rifacendola modificherei alcune scelte. Il luppolo innanzitutto: gli esteri del lievito non mi pare lavorino particolarmente bene con questo tipo di tropicale leggero, col quale preferisco l’accoppiata a lieviti di tipo Saison. Tornando indietro punterei maggiormente su luppoli agrumati o comunque più “completi” come il Citra, del quale avevo provvidenzialmente inserito una parte anche in questa ricetta. Meglio ancora, luppoli europei classici aggiungendo magari una quota di qualche luppolo americano “a tutto tondo”. E poi il corpo: la birra è secca per carità, ma comunque un po’ rotonda. Tornando indietro farei il solito mash aggressivo intorno ai 63° puntando a un punticino o due di attenuazione in più. Magari ci aggiungerei anche una piccolissima parte di zucchero.

Nota di merito per il colore paglierino molto brillante, che testimonia da totale assenza di ossidazione precoce in questa birra, anzi l’ottima protezione dall’ossigeno nel risultato finale. Ogni tanto la imbrocco.

Tagged , ,

8 commenti a “Modern Belgian Blonde – Assaggio

  1. Christian says:

    “Magari ci aggiungerei anche una piccolissima parte di zucchero”.
    Curioso, davvero curioso..

    • SR says:

      magari 😀 potrebbe bastare un mash più aggressivo, il punto è che è un lievito che produce molto glicerolo, col Trappist sarebbe un danno, qua una percentuale irrisoria potrebbe funzionare anche se prima proverei semplicemente un mash più aggressivo

      • Christian says:

        Intendevo curiosa questa tua affermazione, visto che hai dichiarato tutt’altro tempo fa, se ben ricordi.
        “Non ci penso proprio” (cit.)

      • SR says:

        Ti ho già risposto sopra. Devo fare copia incolla? Facciamolo… Col Trappist in una Blonde lo zucchero mi pare dannoso. Il De Dolle è più rotondo, potrebbe bastare il solito mash basso, non escludo una percentuale bassa tipo 3% di zucchero. Ma prima proverei il mash basso, non sono affatto un amante dell’eccesso di zucchero nelle belghe

      • Christian says:

        La tua arroganza è seconda solo alla tua maleducazione, arroganza e maleducazione che hai dimostrato nei confronti di persone che ti avevano fatto notare che forse lo zucchero poteva essere una soluzione..
        Se hai la memoria corta posso farti copia/incolla.

      • SR says:

        Sbagliato. La mia arroganza è superiore alla mia maleducazione. Quindi rosica e smettila di frignare come un marmocchio altrimenti ci metto un secondo a bannarti, la mia idea questa è, le tue Blonde falle come ti pare senza scassarmi le palle, grazie

  2. simone says:

    Sei un ottimo homebrewer e a mio avviso anche un “guru” per quanto riguarda sperimentazione e idee di innovazione. Su questo aspetto non ci piove sopra, ti stimo parecchio.
    E’ da molto tempo che seguo i tuoi post. Non ti conosco di persona e tantomeno non sono un tipo che giudica le persone a pelle.
    Ma dal tuo modo di esprimerti parecchio prolisso, stucchevole e quasi barocco risulti una persona saccente, arrogante ed un po’acida. Mi risulti un po’ antipatico.. I tuoi insensati deliri di onnipotenza nel rispondere e commentare talvolta risultano essere parecchio fuori luogo.
    Ok, tu potresti dirmi sono io l’amministratore di tutto quindi rispondo come voglio.. Ma sappi che un po’ più di umiltà e un briciolo di ironia ogni tanto non guasterebbe e nobiliterebbe il tuo animo irrequieto.
    Spero che oltre alle tue doti da birraio tu abbia una vita sociale altrettanto appagante. Se mi vuoi bannare sei libero di farlo. Ho solo espresso la mia opinione senza offendere nessuno. E non sono l’unico a pensarla così. Mi piacerebbe conoscerti per cambiare idea, magari davanti ad una pinta di una delle tue creazioni. Saluti!

    • SR says:

      vedi, la risposta te la sei già data. faccio quello che mi pare. non mi interessa stare simpatico a tutti e anzi, non ho nessuna stima di chi cerca di esserlo, non la trovo una qualità ma un difetto. mi interessa il contenuto della discussione e nulla della persona che ci sta dietro, essendo sul web. questo è il mio modo di vedere le cose, non ti devo convincere, non è necessariamente migliore del tuo, ma sinceramente non me ne frega nulla se tu non lo condividi. non sei tu a decidere cose è importante per me, sono io

      detto questo, la discussione sopra ha un pregresso proveniente dal gruppo FB HBL dove io in tutta tranquillità ho ripetuto 100 volte che io le Blonde le faccio in quel modo per ragioni che trovi descritte anche qui e il commentatore sopra in modalità quasi molesta ripeteva a pappagallo come secondo lui vanno fatte, nonostante ogni volta abbia ribadito che ognuno è libero di farsele come gli pare (e ci mancherebbe). essendo admin di quel gruppo, ha pubblicato poi un post per censurare i toni accesi in quel gruppo, senza fare nomi (cosa per me deprecabile), ma chiaramente rivolto a me. siccome ho ritenuto quindi i miei toni non conformi a quelli di quel gruppo né ho la minima intenzione di assumere quelli altrui che non mi sono congeniali, senza troppo chiasso, ho abbandonato quel gruppo

      che adesso la stessa persona venga qua a scassare ancora su quella questione no, perché qua è casa mia, non casa sua, e gli tiro la porta in faccia senza problemi

      ah, scusa la prolissità, ma non me ne frega niente 🙂 ciao e se vuoi preoccuparti di qualcosa preoccupati della tua di vita sociale, la mia va a gonfie vele proprio perché riesco a fare selezione togliendomi subito di torno le persone che mi annoiano per dedicare tempo a quelli con cui vale la pena di farlo

Lascia un commento

La tua email non verrà pubblicata. Campi obbligatori *

*

Licenza Creative Commons
LO-FI Brews è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale